Dario Gatti

Dario Gatti, Laurea in Economia Aziendale. Lascia Bari a 19 anni per studiare a Milano. Torna a 31 anni nella sua città natale.

foto Dario Gatti

Per quale motivo sei tornato al Sud?
“La mia è una storia comune a tantissimi ragazzi del Sud: dopo il Liceo la partenza per Milano, una laurea in Bocconi e un’esperienza quasi decennale in grandi multinazionali a Milano.

Grandi soddisfazioni lavorative ed esperienze di vita intense, ma nel cuore sempre una grande voglia di puntare a Sud e sul Sud.

Sempre tanti incontri e confronti ma mai il calore vero del Sud, la sua spontaneità, la felicità delle piccole cose, i sapori e gli odori della nostra Terra, ma soprattutto la consapevolezza che la nostra è una Terra dalle poche (forse) opportunità professionali, ma dalle mille risorse.

Mille risorse soprattutto umane: più conoscevo gente e più mi accorgevo di come il tanto produttivo Nord è tale per le eccellenze del Sud che qui vi lavorano.

La domanda sempre più ricorrente era: ma se all’improvviso tutte le nostre eccellenze smettessero di andar via per necessità (e non per scelta, perché se di scelta si tratta è più che legittima!) e investissero nel Sud, o portassero la propria esperienza nella propria Terra, cosa succederebbe?

Va bene scegliere di andare via per fare una nuova esperienza, per studiare fuori, per allargare la mente, anche per tutta la vita se si crede, ma deve essere sempre una scelta libera e mai dettata dalla mancanza di alternative.

Sono partito da questa convinzione e il resto è venuto da sé.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Tanti progetti, tanto ottimismo, tanta tenacia ma anche tanta esperienza e la forte consapevolezza della scelta fatta.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il ritorno è stato super positivo! Ho trovato esattamente quello che mi aspettavo e che ho sognato per tanto tempo. Ho ritrovato gli amici di sempre con i quali sembra che non sia passato neanche un giorno da quando sono andato via e che mi hanno abbracciato forte quando hanno saputo che sarei tornato. E poi ho trovato subito il sostegno di tanti che qui sono rimasti e che su questa Terra hanno scommesso. Ne vorrei citare uno che mi ha scritto: “La nostra Terra ha bisogno di persone con la mente aperta. Di opportunità ce ne sono una caterva qui… solo chi non ha occhi non le vede”. Sono questi i messaggi che mi fanno capire che la scelta è quella giusta.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Al momento fortunatamente non ce ne sono state.”

Di cosa ti occupi?
“Sono laureato in Economia Aziendale e mi sono sempre occupato di Amministrazione e Controllo di Gestione. Adesso il mio nuovo ruolo mi propone nuove sfide e nuove competenze da acquisire, dalla gestione dei rapporti commerciali a quelli organizzativo-gestionali e strategici.

Divido la mia settimana lavorativa tra i due Centri Medici della mia famiglia ad Acquaviva delle Fonti (BA), Aura Medical SPA e Centro Diagnostico Biologico, che rappresentano un punto di riferimento sul territorio nell’offerta di prestazioni mediche specialistiche, e una vera e propria eccellenza Pugliese in Italia creata da ragazzi straordinari del Sud, l’AIMS – Accademia Italiana Medici Specializzandi che ha sede a Bari e si occupa di preparare i giovani Medici di tutta Italia al Concorso Nazionale per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
State creando una consapevolezza nuova nei tanti ragazzi del Sud che vanno via per cercare lavoro… state dando coraggio a chi non ha mai smesso di crederci ma a cui spesso manca l’ultimo slancio, l’ultimissimo passo per prendere una scelta coraggiosa ma bellissima.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Assolutamente sì, sia dal punto di vista professionale attraverso la sezione “Passalavoro” che permette a chi è fuori e vuole tornare al Sud di avere un punto di riferimento in più e sia dal punto di vista sociale, perché permette di incontrare persone che hanno fatto il tuo stesso percorso e che possono comprendere perfettamente le aspettative e le paure che si provano scegliendo questa bellissima strada.”

Cosa può fare la rete BaS?
Continuare a creare network per chi è ritornato e per chi ritornerà (speriamo sempre più numerosi!)”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Devo ammettere che i miei 11 anni a Milano non sono stati negativi, anzi.

Milano mi ha fatto incontrare l’amore, mi ha insegnato ad amare la novità e la libertà, a non temere il cambiamento, a farmi carico delle mie responsabilità, mi ha reso efficiente e veloce e mi ha offerto opportunità di crescita professionale e personale.

In generale credo che come esperienza sia stata positiva, a prescindere da quello che desideravo per me e cioè tornare a Casa.

Credo che mi mancherà un po’ il cambiamento continuo al quale una città all’avanguardia come Milano ti abitua, però credo che ci sarà sempre l’opportunità di vivere questo cambiamento da semplice visitatore.

In più ho lasciato lì tanti amici ai quali sono molto legato e che spesso tornerò a trovare.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Ad oggi no, ma spero presto e volentieri di farlo!”

Bentornati al Sud

Nicola D'Onghia

Nicola D’Onghia, Laurea triennale in Economia e Commercio, Specialistica in Finanza & Risk Management, Master in Banking & Finance. A 19 anni lascia Bari per andare a studiare a Parma e poi a lavorare a Milano. Torna a Bari a 30 anni.

Nicola D'Onghia

Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Per trovare (o ri-trovare) una qualità della vita ed una dimensione professionale più vicina ai miei interessi ed alle mie ambizioni future.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Il primo scomparto sicuramente pieno di dubbi e timori, legati all’incertezza data dal passaggio da una realtà in cui ero ben inserito professionalmente ed umanamente ad un’altra totalmente nuova. Il secondo scomparto carico di entusiasmo e gioia per l’inizio di una nuova avventura nel posto in cui mi sono sempre immaginato.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Anche se, ad oggi, non posso rispondere con certezza a questa domanda. Un anno di tempo è un periodo forse troppo breve per poter formulare un giudizio…”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà del rientro sono state legate in primis ad un ambiente sicuramente meno organizzato e strutturato rispetto a quelli in cui ero abituato ad operare. Ritengo sia necessario adeguarsi al contesto in cui si opera sempre tentando di apportare un quid in più maturato dal nostro bagaglio umano e professionale. L’aver passato un periodo di tempo, più o meno lungo, lontano dai luoghi di nascita spesso può aiutare in quanto permette di vedere realtà diverse nonché relazionarsi con persone ed organizzazioni differenti da quelle che siamo abituati a vedere.”

Di cosa ti occupi?
“Ad oggi mi occupo di Agricoltura Biologica nell’azienda di famiglia: Tenuta D’Onghia. In futuro mi piacerebbe abbinare questa professione ad un’attività di consulenza per la quale sto già studiando.”

LogoTenutaDOnghia

Ci lasci un pensiero per BaS…
“RINGRAZIO BaS perché mi ha dato l’opportunità di raccontare una esperienza che potrebbe essere colta come uno spunto di riflessione per i tanti ragazzi che, pur desiderando rientrare nella propria terra d’origine, vivono delle resistenze “interne” verso un cambiamento così rilevante nelle loro vite.

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna? In che modo?
Chi rientra molto spesso sa che dovrà “rinunciare” a qualcosa per poter realizzare questo progetto (decremento di stipendio, passaggio da lavori a tempo indeterminato a lavori più precari ecc..). Spesso questa situazione rende la scelta molto difficile.
La rete può supportare chi sta pensando di rientrare al Sud provando a porre in evidenza come spesso i benefici possano essere uguali se non maggiori delle rinunce che si prospettano…”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Mi mancava molto il contatto con la natura, inevitabilmente carente nelle grandi città.”

Bentornati al Sud

Marianna Bonghi

Marianna Bonghi, Laurea vecchio ordinamento in Scienze Politiche indirizzo Politico Sociale presso l’Università degli Studi di Bari. A 30 anni lascia la Puglia, per motivi di lavoro, e si trasferisce a Milano. A 37 anni torna a Lucera (FG) sua città natale.

Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Perché solo partendo dalla mia terra potevo ricominciare.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Non ho aspettative. So solo che sono ripartita dalle cose e dalle persone che avevo lasciato e mi sono scoperta autentica. Qui ho la libertà di essere me stessa: imperfetta e con i piedi piantati sulle nuvole. Mi sento libera quindi di sbagliare. Ed è una grande conquista!”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il mio rientro è stato difficile. Sono vissuta a Milano e fortunatamente ho sempre lavorato in realtà dinamiche e interessanti. Qui riscontro difficoltà sopratutto nel campo professionale, ma sono positiva sui cambiamenti che ci possono essere. C’è tanto fermento ed entusiasmo tra i giovani e i giovani adulti e questa sensazione mi carica molto. A livello personale però sto meglio, molto meglio: ho raggiunto traguardi che onestamente non avrei raggiunto a Milano. Sono contenta anche se consapevole delle difficoltà di vivere in una provincia, quella foggiana, che ha più freni rispetto alle altre province pugliesi.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà sono state nel lavoro. Sono una giornalista che si occupa di comunicazione istituzionale. Ora lavoro per un’associazione di categoria, ma trovo piccoli ostacoli proprio perché all’interno delle realtà lavorative la mia professione viene vista come qualcosa di non concreto dove ognuno può dire la sua. Invece è un mestiere e come tale si impara sul campo, facendo errori e sperimentando.

Come fare per superare le difficoltà del rientro? Ripartire dalle cose che si erano lasciate, anche dagli amici e scoprire quanto amore c’è ancora in loro. Personalmente il mio punto di svolta è stato l’incoraggiamento di un amico che, ahi lui! crede nelle mie capacità professionali, a collaborare alle Feste patronali della mia città. Ho usato le mie competenze e all’improvviso mi sono sentita di nuovo – dopo un periodo non proprio semplice per me – incoraggiata e felice. Alla fine, mentre guardavo lo spettacolo pirotecnico di chiusura con le persone che più mi erano state vicine durante la preparazione della festa, mi sono sentita nuovamente ridere dentro. Proprio per questo motivo la mia è stata un’estate da incorniciare e ho avuto la fortuna di collaborare con piccoli e grandi talenti, creativi e disponibili, che mi hanno donato una carica di buon umore.”

Di cosa ti occupi?
“Sono una giornalista e negli ultimi anni ho lavorato per importanti uffici stampa e tuttora lavoro nel campo della comunicazione istituzionale. Amo scrivere, raccontare ciò che vivo e confrontarmi sui temi della cittadinanza, della politica e del futuro. Il mio obiettivo? Vorrei provare, con il racconto o attraverso il mio spirito allegro, a far emergere ciò che di bello mi arriverà da questa inversione a U che ho fatto nemmeno un anno fa. Per esempio mi piacerebbe raccontarvi di una poetessa e di un librario. Chissà…”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Mi mancava la vita all’aria aperta, la facilità dell’incontro. Quello che mi manca di Milano è la sua capacità di funzionare e di realizzare anche l’impossibile, oltre che il suo dinamismo. Milano sarà sempre una parte importante del mio cuore: lì ho lasciato una grandissima amica e professionista che mi ha dato tanto. Grazie Veronica!”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Sono felice, nonostante tutto.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Sì. Farei più momenti di incontro. Ritrovarsi e anche farsi più coraggio perché in fondo ce ne vuole!”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Rafforzerei la parte in cui si comunicano le offerte di lavoro.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
Ritrovarsi è sempre un gran bel viaggio.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Mi trovo in difficoltà a darti questa risposta, purtroppo conosco tante persone capaci che però sono ancora al Nord. Riportiamole al Sud!”

Grazie Marianna!!

Bentornati al Sud

Marta Tardáguila del Castillo

Marta Tardáguila Del Castillo, 29 anni. Laureata in Storia dell’Arte, a 25 anni lascia Madrid e si trasferisce a Bari per iniziare una nuova vita.

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Perché hai scelto il Sud?
“Ho conosciuto Bari nel 2010 grazie ad una borsa di studio Erasmus. Sono sincera, non era stata la mia prima scelta. Non sapevo nemmeno dove fosse. Però il destino ha voluto che io mi trovassi qui, ed è stata una piacevolissima sorpresa. Ho trovato una realtà completamente diversa da quella in cui sono cresciuta. Penso che ogni persona cerchi sempre l’opposto di quello che già conosce, perché si sa, non ci accontentiamo mai. Per questo motivo, per me che sono nata a Madrid e ho sempre vissuto lì, trovare una realtà piccola e a misura d’uomo dove ci vuole molto poco per avere tanto, è stato molto importante. Poi è stata anche la città che all’età di 21 anni mi ha regalato quel pezzettino di “indipendenza” che significa l’Erasmus, e questo non si dimentica mai. Dopo essere stata per circa dieci mesi in questa città, sono tornata in Spagna anche se non me ne sono mai andata completamente perché a Bari ho anche trovato quello che è ancora oggi l’amore della mia vita. Quindi insieme ci siamo trasferiti a Madrid, io a malincuore e lui molto volentieri, ma le cose non sono andate come ci aspettavamo e alla fine nel 2013 siamo tornati qui.”

La “valigia” che hai portato con te è piena di…
“Potrei dire vuota. Vuota perché per me tornare qui è stato come una rinascita. Dopo aver provato a costruirci una vita a Madrid, ma senza successo, dopo due anni di continua lotta per poi ritrovarci sempre a mani vuote, quando finalmente abbiamo deciso di tornare mi sono lasciata tutto alle spalle per andare incontro a quello che più volevo: vivere serenamente la mia indipendenza, la mia vita. E sapevo bene che Bari mi avrebbe dato quello di cui avevo (avevamo) bisogno. Un attimo di respiro. So che molti penseranno che sono pazza (“da Madrid a Bari!”) ma a quel punto della mia vita avevo bisogno di questo.”

Ad oggi, il bilancio è positivo o negativo?
“Positivo ovviamente, altrimenti non sarei rimasta tutto questo tempo. Quando parti da zero non può che andare bene perché puoi soltanto crescere. Non avevo grandi pretese quando sono venuta. L’unico mio obiettivo era quello di vivere. Purtroppo o per fortuna io, come molti miei coetanei, sono cresciuta senza pensieri né preoccupazioni, e questo spesso ha portato a una certa mancanza di identità. Ecco cosa cercavo io: la mia identità. E l’ho trovata.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà?
“Le difficoltà ci sono state, soprattutto all’inizio, ma non più di tanto. Per fortuna non sono mai stata sola. Sia la mia famiglia che la famiglia del mio fidanzato ci hanno sempre sostenuti ed aiutati in tutti i modi e questo ha contribuito a rendere tutto più facile.”

Di cosa ti occupi?
“Ho avuto la fortuna di incontrare Antonella Sardelli (Antonella è una #BaS che abbiamo intervistato lo scorso anno: qui la sua storia), amante dello spagnolo nonché responsabile del Centro de Estudios Lingüísticos e presidente di DICUNT e dell’Associazione Italo-Spagnola (denominata ACIS BARI). Ho iniziato a collaborare con lei quasi da subito e attualmente mi occupo delle lezioni di spagnolo per italiani. A parte questo, sono sempre impegnata nelle diverse attività che organizziamo per la diffusione della cultura spagnola. Sono anche socia fondatrice dell’associazione culturale DICUNT, membro del suo coro, insomma, un sacco di belle cose. Poi nel mio tempo libero c’è sempre qualche vestito da cucire, qualche sciarpa da finire, o qualcosa da creare…”

 

Quali sono le differenze che reputi più importanti, tra la tua precedente città e quella attuale nel meridione?
“Innanzitutto le dimensioni. Io sono di Madrid, una grande città dove tutto è grande, lontano, impersonale. Per quanto sia una bella città, queste sono le cose che più mi rendevano difficile la vita lì, soprattutto dopo aver vissuto in una città come Bari, piccola, a misura d’uomo, dove tutti si conoscono, o quasi (anche se devo dire, a questa cosa non mi sono ancora abituata!!!). A Bari, lo dico e lo dirò sempre, la vita è più facile.”

Cosa ti manca maggiormente?
“Evidentemente la famiglia e gli amici, quelli più vicini. Anche se la maggior parte degli amici sono anche loro fuori dalla Spagna. Insomma, mi manca non avere vicino le persone più care, ma per il resto, non mi manca proprio niente.”

Suggeriresti ai tuoi amici la tua città al Sud?
Io sì, la suggerirei, a chi come me non riesce a trovare il suo posto nel mondo. Credo che questo sia un bel posto da dove iniziare, un bel punto di partenza. Poi qui c’è il mare, qualcosa che per noi madrileni è veramente un lusso. Anziché prendere la metro per andare in centro, ti fai una passeggiata sul lungomare. Cos’altro vuoi?”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Che dire, la mia storia a Bari è molto personale e capisco che non tutti la pensino come me. Ognuno di noi cerca cose diverse dalla vita, e quello che cercavo io l’ho trovato qui. Ciò non toglie che un domani ci siano altre domande ed altre città pronte a darmi una risposta… ¡Nunca se sabe!”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Bellissima iniziativa che ci dà l’opportunità di raccontare e condividere le nostre esperienze personali.”

Una rete tra tornati e benvenuti al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi si trasferisce?
“Per quanto mi riguarda, condividere le esperienze può fornire un sostegno morale a chi arriva, la prova che ce la si può fare.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe mettere in contatto gli stranieri che vivono stabilmente a Bari e questo potrebbe essere l’inizio di tante belle cose.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Benvenuti al Sud?
Alberto De La Lama Carbajo

Grazie Marta!

Bentornati al Sud

 
 

Alma Cati

Alma Cati, Laurea in Psicologia e Qualifica in Operatore lavorazioni artistiche in cuoio, parte a 18 anni e, dopo più di dieci anni ad Urbino (PU), torna in Puglia a Latiano (BR).

Si definisce Psico-Artigiana, ama la quiete del suo paese di origine ma è sempre in movimento verso le belle città pugliesi.

AlmaCati

Per quale motivo sei tornata al Sud?
“La mia non è stata una vera scelta di ritorno al Sud. Eventi familiari, improvvisi, mi hanno trattenuta, facendomi scoprire in pochi mesi la bellezza della mia Terra di nascita e la sua gente.

C’è sempre stata però, da parte mia, una ricerca sulla riscoperta delle mie origini iniziata, inconsapevolmente, con la scrittura della tesi di laurea Tarantismo e Isteria tra 800 e 900: “un contributo alla psicologia e alla mia Terra, la Puglia, entrambe provviste di quegli aspetti multiformi e misteriosi che hanno trovato nell ‘isteria e nel tarantismo una chiave di lettura comune.

Le Marche, Urbino, i miei amici che abitano ancora lì, erano la mia nuova famiglia e vivevo felice ma ero curiosa di ciò che succedeva al Sud.

Scendevo giù con una piccola bancarella con manufatti in cuoio da me prodotti. Cominciava il fermento della Taranta/Pizzica e conobbi in quegli anni (1999 – 2004) il Festival Itinerante della Taranta con il concerto conclusivo di Melpignano (LE). Sono state estati per me bellissime, ho conosciuto i paesi della Grecìa Salentina quando le sagre erano davvero occasione di scoperta di antiche tradizioni. Erano gli anni anche di un certo risveglio politico in Puglia, Vendola e i Bollenti Spiriti… tanto fermento!!

Sono stata coinvolta dalla bellezza della mia Terra, un colpo di fulmine… mi ero appena laureata, ero piena di energia e voglia di fare! E così, in questa bella e dura Terra, è nata anche mia figlia Njna che porta appunto uno dei nomi classici della pizzica salentina!”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Ottimismo, entusiasmo e voglia di fare.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Ho conosciuto e continuo a scoprire tante realtà innovative portate avanti da giovani come me, partiti e rientrati, tutti con un’ immensa voglia di fare. E poi continuo ancora a stupirmi della bellezza del nostro Territorio, del suo essere diverso e multiforme.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Io non ho trovato difficoltà ma ho investito tutto il mio entusiasmo per cercare gente e stimoli nuovi anche qui in Puglia… percorrendo km e km con la mia macchina a metano… il consiglio è di non chiudersi e avere occhi aperti sull’orizzonte.”

Di cosa ti occupi?
“Sono una psicologa con una grande passione per la lavorazione del cuoio.

Mi occupo principalmente di minori a rischio, lavoro anche come Orientatore scolastico e professionale. Nel 2012 ho conseguito l’abilitazione come psicologa e ho cominciato a muovere i primi passi come professionista.

Ad oggi, sto lavorando sui progetti in partenza per il Mese del Benessere Psicologico in Puglia che si tiene ogni anno ad ottobre.

In questa occasione, il prossimo 8 ottobre, presso l’associazione TrullloSociale organizzerò un workshop di Psicologia Creativa con cenni sull’importanza dell’agricoltura sociale e dei laboratori ergo terapici in contesti di disagio sociale.

Sempre nel mese di ottobre sarà on-line il mio sito Studio di Psicologia Creativa da cui sarà possibile prenotare consulenze domiciliari di sostegno psicologico, percorsi di orientamento professionale e scolastico, e gruppi di laboratorio ergo terapico di lavorazione del cuoio.

Inoltre, grazie al progetto Bollenti Spiriti ho conosciuto diverse realtà sociali interessanti con cui collaboro ormai da anni, collaborazione fatta di esperienze e valori condivisi.

Ad esempio, nel 2016, ho partecipato come Psicologo sociale al progetto Diverso come me, finanziato dal Ministero della Gioventù, presso l’associazione Venti di Scambio di Conversano (BA) attivando uno sportello di ascolto e orientamento psicologico, e conducendo alcuni laboratori di lavorazione del cuoio.

Dal 2012, con l’associazione TrulloSociale di San Michele Salentino (BR) collaboro alla realizzazione di Rurabilia – centro estivo per bambini e Masseria sotto le stelle essendo una Masseria sociale che si occupa di integrazione attraverso percorsi di agricoltura sociale e riscoperta delle antiche tradizioni.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Appena rientrata in Puglia, nel 2004, ho cominciato a lavorare come educatrice in una comunità riabilitativa psichiatrica con la cooperativa Città Solidale, qui ho conosciuto Tommaso Mola e questa bellissima realtà sociale.

Dallo stimolo avuto con questa esperienza lavorativa è nata l’idea che saper fare corrisponde anche a saper essere, e mentre cambiavo settore sociale, diventando educatrice in una comunità educativa per minori provenienti dal circuito penale, ho sperimentato come ciò fosse ancora più vero e importante per questa tipologia di utenti.

Ho unito le mie due competenze, psicologia e cuoio, dando vita ad un laboratorio di formazione itinerante sulla lavorazione del cuoio: La Fustella, rivolto a varie realtà sociali: cooperative, centri diurni comunità educative, associazioni.

Dalla cooperativa per minori, all’associazione per persone Down, dai pazienti psichiatrici, ai tanti bimbi dei campi estivi… ogni attività formativa che conduco mi ricorda come in ogni ognuno di noi ci sia un talento nascosto, e come i momenti di integrazione e condivisione spesso siano più importanti dei risultati raggiunti.

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Del Sud mi mancava il colore della terra, il cielo immenso, il cibo vario e buonissimo, il calore della gente… anche nelle Marche il mio gruppo di amici era fatto prevalentemente di ragazzi del Sud! Delle belle colline marchigiane conserverò sempre i bei ricordi di una natura immensa: fiumi, boschi, lucciole e non potrò mai dimenticare la loro quiete.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto a chi torna?
“Sì, dando sostegno reciproco alle persone coinvolte per vincere il senso di estraneità che vive chi rientra dopo tanti anni.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare un evento in cui conoscersi tutti.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Complimenti per la bella iniziativa. Un ringraziamento a Bentornati al Sud per l’ascolto e l’accoglienza in questo spazio virtuale… che le nostre storie siano sempre colorate di ottimismo! Continuerò a seguire le vostre storie.”

Grazie Alma! Noi seguiremo te e i tuoi creativi laboratori itineranti.

Marianna per BaS

Ritorno alla Festa

“Non sono tornata al Sud per amore di questo luogo o della mia città natale. No, sono tornata al Sud per una delusione d’amore. A quasi 40 anni non sono riuscita a pensare a qualcosa di diverso che non fosse ritornare a Lucera da Milano.

Ho pensato alla mia città in un pomeriggio in cui tutto era buio, in cui anche le lacrime erano finite. È stato un pensiero istintivo, automatico, così feroce che non mi ha lasciato nei 5 mesi in cui ho vissuto a Milano da sola.

Il lavoro nella città lombarda ti avvolge e, se sei fortunata come lo sono stata io, vivi esperienze professionali che ti cambiano, ti arricchiscono e ti aiutano a crescere.

Sono tornata che era Natale, triste, tesa, ma più di tutto arrabbiata, con i pugni stretti ai lati del mio corpo.

Il trasferimento è coinciso con una nuova chiamata di lavoro a Foggia in un’associazione di categoria, sempre comunicazione, sempre ufficio stampa perché se la sensazione era che lui mi avesse tolto tutto che almeno mantenessi ciò che più mi caratterizza: la mia professione di giornalista.

Sono stati mesi in cui ho combattuto, in cui ho alzato più volte il sopracciglio perché le cose non andavano, non funzionavano, in cui mi sono chiesta tante volte perché non avessi resistito, perché non camminavo su quelle strade con i palazzi importanti in cui ormai ero abituata a passeggiare.

Sono passati i mesi e man mano ho sentito che i pugni si alleggerivano, che la rabbia scivolava via. Ho iniziato ad accorgermi che davanti a me avevo dei puntini che dovevo solo collegare perché sono andata via salutando degli amici, dei conoscenti e delle situazioni che si sono presentate in tutta la loro forza anche ora che sono tornata, come a dire: chiudi questo cerchio perché qui è il tuo posto.

Ho ripreso a vivere grazie a quelle stesse persone che 7 anni fa non mi sono bastate, ho ripreso a vivere facendo quelle cose che 7 anni fa sentivo non fossero alla mia altezza perché volevo di più. Eh sì, adesso so che il di più è bello, stimolante, appagante ma lo stare mi rende autentica, emozionata, forse addirittura felice, che, per una come me, che non crede alle definizioni assolute, è un grande passo in avanti.

Ho fatto cadere le mie difese di fronte a una città che credevo troppo piccola grazie a una tradizione che solo noi, uomini e donne del Sud, possiamo comprendere: le feste patronali.

Ho messo a disposizione le mie capacità, la mia scrittura e il mio essere di corsa e, insieme a un gruppo di ragazzi e giovani adulti, alcuni dei quali avevo lasciato 7 anni fa a un tavolino di un pub, abbiamo in meno di 50 giorni regalato alla nostra città, alla mia città, la Festa.

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Scatto: Serena Checchia

Solo ora dopo quasi 10 mesi dal mio rientro inizio a pensare che davanti alla Fortezza federiciana di Lucera vorrei mettere radici. Anche le radici sono un altro tabù che cade: io non ci ho mai creduto. Sono troppo irrequieta per stare bene per sempre in un luogo. Invece, oggi penso che non si può vagare all’infinito e che a un certo punto devi fermarti in quel luogo e in quella situazione in cui ti senti più autentica anche se le cose non saranno sempre facili, ma bisogna resistere e piantarsi come un albero con le sue radici. Il Sud non sarà facile da vivere per me e tante volte sentirò ancora la voglia di scappare, ma so che è qui che il cerchio si chiuderà.”

Marianna Bonghi

Scatti: Serena Checchia

Federica Costantini

Federica Costantini, Laurea Magistrale in Psicologia, Master in Criminologia e Specializzazione in Comunicazione e Marketing. A 18 anni lascia Zollino (LE) per studiare a Roma. Gira l’Europa e vive in Irlanda, Lettonia, Malta e Messico: “Vivere, scoprire me stessa e il mondo per poterlo presentare e raccontare.” Torna, dopo 11 anni, nel suo paese natale ma è alla ricerca della sua “base salentina”.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per scelta: per me tornare ‘alla base’ significa prendere la rincorsa per il prossimo volo.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Una collezione infinita di esperienze, ostacoli, abbracci, sberle in faccia, sorrisi e parti di me.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Non so da quale lato pende la bilancia. Qui, al Sud, come nei tanti posti in cui ho vissuto, ho la sensazione di essere costantemente sulle montagne russe: passo dall’arrancare in salita al ribaltare tutto e scendere con facilità in discesa in un attimo. Non esiste un ‘positivo/negativo’ globale per quanto mi riguarda: esistiamo NOI in tutte le nostre forme, modi, creazioni, nature e espressioni… OVUNQUE SIAMO. Ora sono qui e mi sto lanciando in questo nuovo ‘giro di giostra’.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Ogni fase nel mio percorso di vita ha trascinato con sé avventure e difficoltà, anche il rientro. Mi sono sentita, e delle volte continuo tutt’ora a sentirmi, “straniera in patria”: quando vivi 1/3 della tua vita altrove, torni e non ti riconosci più in ciò che pensavi di essere, in ciò che facevi e in ciò che hai lasciato quando sei partita. Sai qual è la cosa divertente? Che la stessa sensazione la provi quando arrivi in un posto per la prima volta! Con questo voglio dire che ovunque vai PORTI TE STESSA, le tue potenzialità, le tue contraddizioni, i tuoi talenti, i tuoi dubbi, le tue paure, la tua natura e le tue parti irrisolte. Se non le affronti nessuno lo farà al tuo posto: puoi cambiare lavoro, nazione, relazioni, partner e, nonostante tutto, non cambierà nulla. Al mio rientro (che non è detto sia definitivo, chi lo sa!) essere ONESTA CON ME STESSA è stato necessario: cosa voglio? Che ‘prezzo’ sono disposta a pagare? Cosa non ha funzionato prima? Quali scuse mi sto raccontando? Che cosa credo essere vero per me? Cosa so fare e cosa non so fare? Cosa ho bisogno di imparare? Queste sono le domande che mi sono fatta e a cui ho fatto seguire ricerche, risposte e azioni massicce. Non ho consigli, suggerimenti o dritte da dare: ognuno “si sana da solo” (come dice Jodorowsky) e, soprattutto, CREA LA PROPRIA REALTA’ perché LIBERO. Una cosa, però, è certa: credere senza agire non porta da nessuna parte.”

Di cosa ti occupi?
“Non amo le definizioni. Faccio ciò che mi piace attraverso ciò che sono. Adoro PRESENTARE IL MONDO NEL MONDO. Ovviamente, AL FEMMINILE.(www.federicacostantini.com).”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Non vivo di nostalgie. Il viaggio mi ha insegnato a valorizzare ciò che è presente in questo momento; quindi, ora che sono al Sud, faccio scorta di persone che amo, risate, abbracci, sole e tanti tanti zuccheri (per sopperire alle voglie di tutti i tipi quando sono lontana) 🙂 ”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“La cultura, le pippe mentali, la resistenza al cambiamento condizionano e bloccano anche i migliori progetti. Restare focalizzati su ciò che sentiamo essere AUTENTICO per noi e FARE DA SOLI, ovvero prendersi la TOTALE RESPONSABILITA’ delle nostre scelte, richiede ovaie ma VALE LA PENA. Le PERSONE FANNO IL CONTESTO, non il contrario. Adoro collaborare e condividere quando competenze, visioni e obiettivi sono orientate nella stessa traiettoria, in maniera naturale e fluida. Il mio motto, non a caso, è A GANAR (vinciamo, ndr) e “il mondo -come dico sempre- è di chi se lo va a prendere”. Magari un pezzettino alla volta. Meglio se INSIEME.

Ci lasci un pensiero per BaS…
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: AVETE RAGIONE VOI.” In qualunque parte del mondo siate, ANCHE AL SUD :)”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Certo… è fondamentale!”

Cosa può fare la rete BaS?
“Iniziative per divertirsi, condividere, collaborare e fare networking.”

Grazie Federica, per aver condiviso con noi il tuo mondo… al femminile!!

Marianna per BaS

Stefania Ressa

Stefania Ressa, Laurea in Comunicazione Linguistica e multimediale. Master in Marketing e Comunicazione digitale. A 18 anni lascia Taranto per studiare e lavorare a Firenze. Nel 2012, vive a Londra. Torna nella sua città a 28 anni.

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Per quale motivo sei tornata al Sud?
“Per amore, per la famiglia e per costruire qualcosa di mio.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Coraggio ed entusiasmo.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Perché, per quanto Taranto possa essere arretrata su alcuni aspetti, è una città estremamente fertile.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà sono legate alle opportunità che a volte mancano, anche a livello culturale, e al provincialismo che spesso dilaga. Il consiglio per superarle? Fare, fare e fare sapendo dove si vuole arrivare.”

Di cosa ti occupi?
“Sono giornalista e Copywriter. Ho messo su il progetto Se Dico Taranto quando sono tornata e amo raccontare storie. Mi piace il web (con moderazione) e da qualche anno mi occupo anche di social media. Attualmente, oltre alla gestione di alcuni uffici stampa, lavoro in un’agenzia di Web marketing.

Se mi chiedessero cosa vorrei fare da grande (sempre se a 30 anni sia concessa una domanda simile 😃) risponderei: “Certamente scrivere e organizzare occasioni di incontro per e nella mia città”. Non a caso, da quando sono rimpatriata, ho iniziato anche a dedicarmi ad eventi culturali grazie all’esperienza con il Teatro Orfeo e con altre importanti realtà territoriali che mi hanno arricchita umanamente e professionalmente.

Certo è che vivo questo ritorno al Sud con irrequietezza. Non parlo di irrequietezza negativa, eh… ma di quella tensione emotiva costante che ti spinge a superare i limiti che, erroneamente, ci poniamo.  Per questo, mi incuriosisce mettermi in gioco su più fronti, tutti legati in qualche modo a quello che più amo fare: comunicare.”

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La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Il mare (strano, eh?) e i punti di riferimento (famiglia e amicizie).”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Di BaS mi piacciono le storie, che amo profondamente leggere; mi piace conoscere l’esperienza di chi è tornato e trarre un po’ di quel coraggio che a volte si smarrisce quando si torna (anche se la mia valigia l’ho riempita proprio con il coraggio).”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, per lasciarsi ispirare dalle storie di chi è tornato.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe organizzare eventi con tutti i “BaS” 😀

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
“Un’amica: Rosanna Loconsole.”

Grazie Stefania, siamo sicuri che hai fatto bene a disfare la tua valigia del ritorno ed investire il coraggio, in essa contenuta, nella bellissima “Città dei due mari.”

Marianna per BaS

Monica Montenegro

Monica Montenegro, Laurea Magistrale Giurisprudenza d’impresa. A 19 anni lascia la Puglia per andare in Lombardia. Torna a 26 anni.

“Sono una ragazza del profondo Sud-Est, precisamente di Monopoli (BA), che ha studiato Giurisprudenza d’impresa in Bocconi a Milano. Sono scappata a gambe levate da quel posto, dove ho visto pochi umani e tanti automi, per tornare (tipo fuga all’inglese di Paolo Conte) nel posto dove sono nata e cresciuta… con un Sogno dentro.”

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Per quale motivo sei ritornato al Sud?
“Per necessità e radici.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Speranze, nuvole e parole.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Neg/Pos-itivo. A giugno compio 3 anni del mio ritorno. Sono stati tre anni pieni di sole, mare, nuvole, famiglia: ho riscoperto luoghi, culture, profumi e colori.  Dall’altro canto sono stati anni pieni di rinuncia, di racconti rassegnati, di giovani che ho visto spesso soli. Mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, “la straniera”, la ragazza dalle idee folli, quella del Nord, quella del ritmo veloce.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La difficoltà più grande è stata la diffidenza. Ho subito sentimentalmente, lavorativamente, il pregiudizio del “venire dal Nord”, della figlia di papà, dell’Università privata… invece io avrei voluto solo riscoprire le mie radici più vicine, più amiche. L’altro punto critico è stata la difficoltà di condividere le mie passioni con i miei coetanei… la loro migrazione continua, la voglia di scappare dalla quotidianità, le loro continue partenze nonostante la percezione di un clima in fermento, sia dal punto di vista turistico che culturale.”

Di cosa ti occupi?
“Sono stata un legale ma ho sempre avuto una passione per l’ambito della comunicazione e della scrittura creativa. Ho deciso, dopo aver lavorato due anni all’Avvocatura dello Stato di Bari e quasi un anno di Avvocatura comunale ad Ostuni, di lanciarmi verso il mondo delle “parole”. Non è semplice avere risposte in questo ambito, in cui sono una nuova arrivata. In generale,  l’unica risposta positiva viene dalla Polonia. Ancora migrazione, ancora via… Non è quello che desidero.
Animata dalla mia voglia di restare ma allo stesso tempo con un pizzico di delusione verso un mondo che a volte sembra non avere un posto per chi sceglie di cambiare rotta, decido di scrivere a Concita De Gregorio che, con grande cura, pubblica la mia denuncia e mi dedica anche una parte del suo articolo sulla sua rubrica “Invece Concita“, sul blog “Cosa pensano le ragazze“, su D – La Repubblica e su La Repubblica. (Dove vanno a finire tutti quei curriculum vitae?). Il contatto con Concita e con le persone e le realtà che piano piano ho scoperto vivere la mia stessa situazione sono stati lo stimolo per creare un progetto: #ilnostroposto. Uno spazio sul web per raccontare le nostre storie con l’obiettivo di denunciare la mancanza di libertà, nel nostro Paese, di poter scegliere quale cammino professionale intraprendere, nel pieno rispetto delle proprie ambizioni, delle proprie passioni e delle proprie attitudini.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Sento di volervi dire grazie di cuore per aver compreso il mio vissuto, il mio progetto e le mie idee. E mi auguro che la società o i luoghi che attraverserò possano darmi quel senso di accoglienza che ho ritrovato in un progetto come Bentornati a Sud dove c’è spazio per le emozioni, per la creatività, per la condivisione e il supporto reciproco.”

Una rete tra tornati al Sud può d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si, è una mappa d’orientamento tra i nuovi fermenti del Sud e le vecchie realtà che permangono. E’ un modo per sentirsi più vicini e aumentare il senso di inclusività sociale che rende più semplice pensare che tutto sia possibile.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Organizzare eventi e progetti per incontrarsi e collaborare.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Definirei le mie radici, radici quadrate, perché come la definizione matematica vuole “ogni numero reale ha un’unica radice quadrata non negativa”. Ognuno di noi ha un’unica radice, come ogni nota ha il suo posto nel suo pentagramma, come ogni tassello ha il suo posto nel mosaico a cui appartiene. L’appartenenza al Sud è forte, potrei morire senza il mio Sud ma potrei anche morire per il mio Sud. Non c’è nulla che mi attrae e mi allontana così tanto come le mie radici: così come le amo, le odio perché mi vogliono costringere a partire.”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Un cantautore che amo dice: “Tornare a Sud di me, come si torna sempre all’amore.I nati al Sud saranno sempre nostalgici, perché quando si viene al Sud si piange quando si giunge ma anche quando si parte. Il Sud è una mamma che non stacca mai del tutto il suo cordone ombelicale. Se penso alle mancanze, mi manca e mi mancherà (se dovessi andare via) l’odore della sera d’estate, il colore dei raggi sulla pietra bianca, lo scarico dei pescherecci alle 18 di Venerdì sul porto di Monopoli. Mi mancheranno sempre i sorrisi ed i ricordi degli anziani quando parlo di mia nonna, una delle poche ostetriche della città, il profumo di pane sfornato per le vie a metà mattino, la manifestazione del santo patrono (Madonna della Madia) che lenta dal mare giunge ogni anno puntuale il 14 agosto ed il 15 dicembre. Mi mancherà la convivialità della gente a tavola: se sei al mare, in campagna, il tuo vicino ti offrirà sicuramente qualcosa, il ripetersi ciclico dell’acquisto della “guantiera” (vassoio dei dolci) ogni Domenica d’inverno. Mi mancherà tornare se non potrò rimanere.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Catiana Dattoma.”

Grazie Monica, noi ben comprendiamo la tua “lucida follia” per questo abbiamo già abbracciato il tuo progetto. Giovani e lavoro stanno a cuore anche a noi. Ognuno deve essere libero, nel nostro Paese, di scegliere il proprio percorso e decidere se restare, andare e/o tornare.

Marianna per BaS

Vito Sanitate

Vito Sanitate, Laurea Magistrale in Informatica. A 20 anni lascia Palagiano (TA) e si trasferiesce a Bologna per studiare. Torna a 30 anni nel suo paese natale. Attualmente, vive e lavora a Bari.

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Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Per trovare lavoro al Sud.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“E’ colma di tantissime cose la mia valigia del ritorno. Sicuramente è ricca di ricordi. Dieci anni sono tanti, Bologna è un po’ come una mia seconda casa. Ho conosciuto tantissime persone eccezionali e con molti di loro continuo a sentirmi e a vedermi. Sono quelle amicizie vere, quelle che ci si ritrova a ridere e scherzare in un attimo anche se non ci si vede da anni. Ma la mia valigia del ritorno è piena anche di esperienza, di maturità, di professionalità. Bologna è stata una maestra di vita.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Tornare a casa è sempre stato emozionante. Ogni volta che il treno tagliava in due le vaste campagne foggiane, sul mio volto compariva un sorriso. Ecco la mia terra. Poi quando sono tornato per non ripartire più, ho avuto finalmente tutto il tempo di esplorare la Puglia, i suoi borghi, i suoi mari, le sue foreste. Ho iniziato a fare il turista della mia terra.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“E’ stata sicuramente dura. I ritmi di Bologna non esistevano più, nel mio paese di origine tutto era più lento. Bisogna ricominciare da zero qualsiasi cosa, anche le amicizie. I vecchi amici, quelli che non ti abbandonano mai erano lì che ti aspettavano, ma bisognava rifarsi comunque una vita. Una delle prime cose che ho fatto, entrare attivamente nella vita del paese, Associazioni, Politica, ecc. Dovevo riscoprire il mio paese da un punto di vista sociale e culturale in maniera più approfondita.”

Di cosa ti occupi?
“Sono un programmatore informatico, un creativo e un sognatore, e dopo un pò di esperienze lavorative in aziende multinazionali ho deciso anche di diventare imprenditore. Ho avviato la mia attività nel 2011, la “TOCODE” – www.tocode.it , e sin da subito ho creduto nel Cloud Computing e quindi ho iniziato a sviluppare software gestionali fruibili tramite internet. L’attività è iniziata a crescere e in poco tempo ho deciso di spostare l’ufficio a Bari, dove attualmente vivo. Credo tantissimo nell’innovazione tanto da portarmi a ideare e sviluppare un software gestionale Cloud per l’agricoltura “AGRI” – www.tocode.it/agri; uscirà a breve e sarà totalmente gratuito. Inoltre quest’anno sono diventato amministratore delegato di un’altra società, “SHOUZZ s.r.l.” Qualche anno fa ho avuto un’idea a cui hanno creduto altri due amici (Luigi Notarnicola e Crispino Lanza). Shouzz è una piattaforma social dedicata alla MUSICA LIVE con la quale i musicisti trovano nuove opportunità di lavoro e pubblicizzano i loro eventi live, e i fan vengono costantemente informati grazie ad un sistema che analizza i gusti musicali e la geolocalizzazione. L’obbiettivo è non perdersi mai un evento live 😊 – www.shouzz.live

Le mie passioni sono la musica, amo ascoltarla e in particolar modo adoro frequentare i locali dove suonano dal vivo. Amo tantissimo il contatto con la natura, per questo quando posso torno nelle mie terre a fare l’agricoltore. Adoro lo sport, ho riscoperto la passione per il Basket a Bari. Faccio anche tanta Mountain Bike, corsa e trekking. Odio stare fermo, diciamo cosi. 🙂 “

 

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“La cosa che più mi mancava era la mia famiglia. Siamo una famiglia numerosa, io e 3 sorelle, e siamo molto uniti. Quando sono andato via mia sorella piccola aveva solo 3 anni. Non ho vissuto la sua infanzia e mi dispiace tantissimo.

Mi mancherà la vita universitaria, il tempo trascorso ad oziare con gli amici, a vivere una vita abbastanza spensierata, sapendo che l’unico obbiettivo era andare avanti con gli studi e laurearsi.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
C’è una cosa in particolare che ha alimentato la mia voglia di tornare al Sud e decidere di investire nella mia terra. E’ qualcosa che vedevo tutti i giorni a lavoro, negli uffici di Milano, di Bologna. Erano i “meridionali” che lavorano al Nord, come me. Eravamo tantissimi. Uffici pieni di informatici, laureati con il massimo dei voti che programmavano davanti ad un computer, portando avanti progetti internazionali e per lo più milionari. Ragazzi pieni di sogni nei cassetti costretti a vivere lontano da tutto, dai familiari, dal sole, dal mare, dalla terra. Ho raccolto tante storie di loro, e guardandoli mi veniva in mente solo una cosa: ma perché, dato che la maggior parte siamo Pugliesi, Siciliani, Lucani, Campani, ecc, le aziende non le aprono al SUD. Perché? Poi ho iniziato a capire. Poi ho iniziato a studiare la storia. Ma questa è un’altra storia.”

Una rete tra tornati al Sud è d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si. Sicuramente. Può convincere altri a tornare. Infonde coraggio. Aiuta a  credere che un futuro al Sud, anche se difficile, è possibil e sicuramente regala tante emozioni, gioie e soddisfazioni.”

Cosa può fare la rete BaS?
“La rete BaS ha già fatto tanto e sta già facendo tantissimo. Una delle cose più interessanti da proporre e creare eventi dove ci si può incontrare, conoscere e condividere a tu per tu le proprie esperienze. Conoscere gente, fare rete, può solo far del bene.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Vi ringrazio tantissimo per l’opportunità che mi avete dato. Vi stimo tantissimo per quello che fate.”

Grazie Vito, noi siamo felici felici che una risorsa come te sia tornata al Sud!!

Marianna per BaS