Maurizio Di Pinto

Maurizio Di Pinto, Laurea in Comunicazione d’impresa. Lascia Bisceglie (BAT) a 19 anni per studiare a Roma. Torna a 30 anni nella sua città natale.

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Per quale motivo sei tornato al Sud?
“Sono andato via dal Sud a 19 anni con tanto entusiasmo e tanta voglia di crescere. Sin da allora, però, il mio obiettivo ultimo è sempre stato quello di tornare e dare vita ad un mio progetto. Ho trascorso a Roma gli anni più importanti della mia vita, quelli della crescita culturale e personale. Ho amato la città e tutte le opportunità che mi ha dato. Roma è una città stupenda ma molto complessa e, se non riesci ad integrarti nei meccanismi, può anche essere molto molto faticosa. Se impari a viverla, però, ti permette di prendere tanto e, in pochi anni, ti crea un bagaglio che in altre città non basterebbe una vita intera. Nonostante tutto, non ho mai pensato di trascorrerci tutta la vita e ho sempre avuto la consapevolezza di tornare alla prima occasione utile. Questa occasione si è presentata a 29 anni e, anche se in quel momento la mia vita a Roma era soddisfacente, ho deciso di approfittare perchè, andando avanti con gli anni, sarebbe stato sempre più difficile cambiare città. Nel 2009, quindi, un’amica pugliese mi ha prospettato un lavoro per cui serviva una figura professionale come la mia e, in 15 giorni, mi sono dimesso dall’azienda per cui lavoravo e sono tornato nel mio paese natale, a Bisceglie.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“La mia valigia di ritorno è piena di tanti progetti e speranze. Sono trascorsi circa 7 anni da quando vivo stabilmente al Sud e devo dire che ho avuto la fortuna di realizzare alcuni progetti. Ne restano comunque ancora molti, motivo per essere sempre dinamici e in continuo movimento. Vivendo al Sud si apprezzano tante cose positive, tante comodità in più rispetto alle grandi città. Tuttavia la cosa che temo di più è l’appiattimento, tipico di tante realtà: l’accontentarsi di quella apparente situazione di calma e stabilità. La mia, quindi, non è stata solo una valigia da portare giù e svuotare. Ho sempre la valigia a portata di mano perchè, per quanto possibile, ho la necessità di andare fuori, riempirla e tornare a svuotarla costantemente.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il mio ritorno non è stato semplice all’inizio, credo non lo sia mai per nessuno, ma sicuramente molto positivo. Al Sud ho avuto la possibilità di realizzare dei progetti in prima persona che, in città più grandi, difficilmente avrei potuto affrontare in maniera autonoma. Dare vita a progetti di imprenditoria individuale è molto difficile se vivi in una città metropolitana perchè hai bisogno di molte più risorse. Al Sud, da questo punto di vista, invece, ritengo ci sia una maggiore semplicità, anche se poi ci si confronta con una realtà non pronta a certe prospettive e, quindi, per sopravvivere e andare avanti non bisogna mai smettere di fare “cultura”. Oggi sono soddisfatto perchè porto avanti il mio progetto lavorativo e riesco a vivere tutti gli aspetti positivi che il Sud offre. Ritengo che, avendo la fortuna di svolgere un lavoro gratificante, la qualità della vita al Sud, sotto diversi aspetti, sia decisamente migliore rispetto a tante altre realtà più grandi.

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La cosa più difficile, al rientro, è stata il riabituarsi alla quotidianità. Quando stai via tanti anni, anche se torni nel tuo paese e quindi “casa tua”, in realtà, stai comunque andando in un posto nuovo. Dieci anni sono tanti, il paese non è più lo stesso, gli amici non sono più quelli  lasciati quando avevi 19 anni. In dieci anni cambiano molte cose, cambiano le persone e soprattutto cambiamo noi. All’inizio mi sentivo molto diverso dalle persone che erano sempre rimaste al Sud. Ho vissuto un primo momento di profonda frustrazione. Mi sentivo uno sconosciuto in casa. Ero passato da giornate intense, piene di attività frenetiche, quelle che vivevo a Roma, a giornate in cui oltre il lavoro non avevo altro da fare. Il telefono non squillava per una partita di calcetto o per andare al cinema e quando squillava erano amici di Roma che magari non erano a conoscenza del mio trasferimento. La cosa importante, a quel punto, è stata non abbattersi e riprendere pian piano la quotidianità, ricominciare a farsi una nuova cerchia di amici, cercare nuovi interessi e situazioni in cui esprimere le proprie passioni. Il mio consiglio è di avere pazienza e ricominciare tassello su tassello a ricrearsi la vita che si desidera.”

Di cosa ti occupi?
“Da 4 anni ho aperto un’agenzia di organizzazione di eventi: Vision Management. Mi occupo principalmente di eventi aziendali e ho la fortuna di lavorare in maniera continuativa con importanti clienti del Nord. Offro tutti i servizi legati agli eventi e mi sono focalizzato proprio sul Sud. Ho creato una struttura efficiente, ben organizzata, che va dalla semplice fornitura di hostess e promoter alla completa organizzazione di un evento complesso e strutturato. Ho messo su una proposta di servizi seria, concreta e affidabile e ho trovato il mio mercato di riferimento. Sono molto spesso fuori ma, nel tempo che trascorro al Sud, ho la possibilità di dedicarmi alle mie passioni come il calcio, gli spettacoli e le iniziative culturali. Nonostante i nostri ritmi siano decisamente più calmi rispetto al Nord, ho sempre troppo poco tempo per curare i tanti progetti in cantiere. Ho sempre una grande passione per le nuove sfide, le nuove avventure lavorative e i nuovi progetti. E’ nella nascita e nella crescita dei progetti che trovo i miei stimoli.”

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La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Innanzitutto la famiglia. Per quanto dire questa cosa mi faccia sentire “terrone”, nel senso buono del termine ovviamente, non posso fare a meno di considerarla tra le cause principali del mio rientro. Quando vivevo a Roma, città in cui stavo benissimo, sono successi due episodi che hanno contribuito a far suonare un campanellino. Ho fatto un piccolo incidente e sono rimasto col braccio immobilizzato per un pò di giorni. In quel momento ho avvertito un senso di solitudine, nonostante l’affetto e la collaborazione di tanti amici che mi aiutavano persino a lavarmi. Dopo un po’, invece, hanno operato mio padre (un piccolo intervento) e, per quanto consapevole che figli e genitori debbano fare la propria vita, ho avuto il timore di perdermi qualcosa e di essere assente in alcuni momenti importanti. Roma mi resterà sempre nel cuore però. I suoi luoghi, i posti vissuti, le mille esperienze, gli amici, l’odio per il caos giornaliero e l’emozione che procura quando fai un giro di sera. Mi manca la grande offerta culturale, i tanti spettacoli e i teatri che puoi vivere giornalmente e, per un appassionato di spettacoli, vi assicuro che è una grande rinuncia. Queste sensazioni rimarranno sempre nel cuore e non sarà possibile dimenticarle. Il giorno prima di trasferirmi al Sud, ho trascorso tutta la notte girando in scooter e ripercorrendo tutti i luoghi significativi in cui ero stato nei dieci anni romani: dalla prima casa, all’Università, ai posti preferiti, alle piazze e alle periferie che ho avuto la fortuna di conoscere.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Scherzando dico sempre che, andare via di casa per dieci anni, è stata contemporaneamente la cosa migliore e la peggiore che potessi fare. Quando vivi più realtà, di fatto, ovunque sei ti mancherà qualcosa. In realtà, oggi, non andrei più via dal Sud anche perchè sto realizzando un progetto importante anche nella vita privata.”

Una rete tra tornati al Sud può essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Credo creando opportunità di incontro, anche se so che si sta facendo, tra tutti i “rimpatriati” e condividere le esperienze che sicuramente si sono apprese stando fuori. In questi ultimi mesi ho scoperto tanti giovani pugliesi, in molti casi tornati a casa, con competenze di altissimo livello. Siamo sempre pochi rispetto alla totalità della popolazione ma facendo un bel lavoro di divulgazione credo si possa dare un grande contributo alla nostra terra.”

Cosa può fare la rete BaS?
“Creare appuntamenti fissi, in forma di associazionismo, magari mensili, con punti da discutere ed esperienze da condividere, fino ad arrivare ad organizzare eventi regionali di grossa portata. Creando una rete di professionisti si potrebbe mettere su una struttura capace di offrire servizi, informazione e formazione nelle aree in cui si avverte una carenza.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Il mio è solo un ringraziamento per la passione e la costanza che, nonostante i mille impegni di ciascuno, riuscite a mettere in questo bellissimo progetto. Ho fatto tante esperienze e ho girato tanto l’Italia. Se il mio contributo potrà servire sono a disposizione.”

Ci suggeriresti altri nominativi di Bentornati al Sud?
Giulietta Stasi.”

Bentornati al Sud

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Segnalato dalla nostra tornata al Sud: Ines Pesce

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Ines Pesce

Londra, Parigi, Roma… diversi ritorni, fino al definitivo ritorno al Sud.

Imprevisto. Inaspettato.

Ines, Avvocato, Master in Marketing, Business Communication and Event Management, dopo quasi dieci anni, torna nella sua città natale: Lucera (FG). Un ritorno, all’insegna dell’ amore: per un uomo che diventa suo marito, per gli amici pelosi a 4 zampe e per il wedding e il fashion… grandissima passione che trasforma in professione.

Qui, ci racconta come il ritorno è diventato finalmente “Casa”:

BN3A8776Per quale motivo sei ritornato al Sud?
“Pensavo di ritornare per un periodo transitorio, in attesa di trovare un’occupazione definitiva ma, come succede a molti, proprio in quel periodo ho incontrato l’amore della mia vita (il mio attuale marito) ed ho deciso di investire nella terra in cui sono nata con la prospettiva ottimistica di trovare la mia felicità lavorativa e sentimentale.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Il mio ultimo ritorno (ne ho avuto diversi) fu drammatico. Il giorno che preparai l’ennesimo trasloco per ritornare a Lucera, città dove sono nata e cresciuta, mi convinsi che esistono persone, ed io ero tra queste, che pur volendo scappare con tutte le proprie forze dalla propria terra d’origine, sono in verità riattratte da essa inspiegabilmente. Come la forza di gravità riporta a terra gli oggetti ogni volta che vengono lanciati in aria. Una volta presa coscienza che ormai ero di nuovo “al Sud” non potevo certo star lì a guardare oziosa le mie giornate passarmi davanti senza un minimo di brio. Così misi in moto il mio cervello trepidante e cominciai a scrivere il mio futuro da “Bentornata al Sud”.

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Il mio ritorno ha significato l’incontro con quello che adesso è mio marito e amore della mia vita. Con lui ho cominciato ad inventare il mio futuro ed a prospettarlo, sentimentalmente e professionalmente, brillante. Ogni giorno, in cui incastro un tassello delle mie prospettive, vengo ripagata positivamente e questo mi motiva e mi appaga al punto da non chiedermi: “Ma cosa ci faccio qui…al Sud?”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“La difficoltà più grande, riguarda il modo di agire delle persone! Le loro convinzioni (grette), le loro realtà (grette), la loro professionalità (gretta se non inesistente). Per fortuna, però, non solo la sola che ha fatto ritorno al Sud e quando la mia vita, incontra accidentalmente la vita di questi altri “ritornati al Sud” e lì che scoppia la scintilla. In quel momento, i miei progetti trovano motivazione e sostegno! Con queste altre persone, e per fortuna non sono poche, le mie giornate presenti e future diventano brillanti al pensiero di una condivisione di mentalità ed uno spiraglio di miglioramento della realtà nella quale viviamo.”

Di cosa ti occupi?
“Dopo aver provato a dare un senso ad una parte del mio percorso accademico, la laurea in giurisprudenza, inseguendo la carriera forense, ho valutato concretamente l’altro mio percorso di studi. Ora mi occupo dell’aspetto iniziale e positivo del matrimonio, non più di quello  finale: il divorzio! Sono Event Designer & Style Consultant per Daruma, azienda di marketing, comunicazione ed eventi. Mi occupo principalmente di progettare l’immagine dei matrimoni e sono Consulente di Stile: Ines Pesce Love for Beautiful Places (Instagram Inespesce)

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Ci lasci un pensiero per BaS…
“Siete una grande iniziativa! L’unione fa la forza.”

Una rete tra tornati al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Un network di menti aperte che dal Sud sono andate al Nord per poi ritornare al Sud, con forza e coraggio, non può che essere positivo per sostenere il miglioramento generale.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Dare quanta più visibilità possibile ai profili professionali meritevoli e supportarli nella loro causa (lavorativa e non).”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Della mia terra mi mancava la mia famiglia alla quale ora sono felicemente ricongiunta.”

Marianna per BaS