Marilisa Duggento

Marilisa, dopo la laurea in Lingue, vola in Inghilterra. Successivamente, si trasferisce a Reggio Emilia e a Varese. Torna, nel 2009, a Martina Franca e in seguito, a Maruggio suo paese di origine. Tante le soddisfazioni professionali ma nostalgia e passione per la sua Puglia, la spingono a tornare al Sud. Qui, riesce ad unire le competenze acquisite all’amore per il vino. Oggi, infatti, si occupa anche di enoturismo. Impegnata nel sociale, che definisce un “privilegio” con cui fare la differenza, ci fornisce altri interessanti spunti di riflessione.

Leggiamo insieme la sua storia di ritorno:

Marilisa DuggentoPer quale motivo sei tornata al Sud?

“Perché non mi sentivo “completa”, perché la qualità della vita al Sud non ha paragoni, perché il Sud è come una tela che aspetta di essere dipinta e si può fare la differenza… differenza che si vede! Perché sentivo la responsabilità della crescita del territorio e non solo della mia crescita professionale.”

La tua valigia del ritorno è piena di…

“La mia valigia del ritorno è piena di insicurezza e timore di non aver fatto la cosa giusta e di aver sacrificato troppo di me, ma allo stesso tempo di euforia per quanto di mio posso dare per contribuire al cambiamento in meglio della terra da dove sono partita un giorno. E’ anche piena di bonari “rimproveri” verso tutti quelli che ancora non hanno fatto, e che molto probabilmente non faranno, la mia stessa scelta.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?

“Positivo. Nonostante le “sberle” (meritate e non) che la difficile realtà dei fatti mi ha, ahimè, dato. Mi sento più completa e sento di aver intrapreso un percorso che mi sta permettendo di fare, nel mio piccolo, la differenza e di ottenere buoni risultati col tempo.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?

“La principale difficoltà, se così la vogliamo chiamare, è stata quella di realizzare che, una volta terminata la giornata di lavoro, c’è il “lavoro” che ti aspetta fuori. Tutto quello che con gli altri, soprattutto in aggregazione, ogni responsabile cittadino dovrebbe fare per contribuire alla crescita del territorio a livello economico e sociale. Per superarlo ho solo dovuto cambiare il modo di vederlo, non un lavoro ma un “privilegio” attraverso cui poter fare la differenza.”

Di cosa ti occupi?

“Lavoro nel settore turistico-ricettivo. Ho un piccolo B&B Luvì (www.luviaffittacamere.it) che gestisco insieme alla mia famiglia. Ed un impiego full time, come Responsabile Marketing e Commerciale, presso una delle strutture ricettive più grandi della zona dove vivo:  Masseria Le Fabriche (www.lefabriche.it). Mi occupo anche della commercializzazione dei vini aziendali e di enoturismo. Il vino è da sempre una passione, è il settore merceologico che mi ha permesso di ritornare in Puglia. Mi piace leggere, faccio yoga e gestisco una piccola webradio di un’associazione locale.”

luvi logo

logoLeFabriche150

Ci lasci un pensiero per BaS…

“Bravi, bravi bravi 🙂 “

Una rete tra tornati al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi torna?

“Si. Mettendo in contatto tutti coloro che, aderendo alla rete, hanno voglia di condividere le loro idee e considerazioni dalle quali potrebbero nascere progetti interessanti e collaborazioni proficue anche in ambito lavorativo.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?

“Una rete di professionisti che vive al Sud, ma che possa anche coinvolgere chi sta pensando di tornare ma non ha ancora preso una decisione. Quindi, provare a creare opportunità per incentivare il rientro!”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.

“La cosa che mi mancava di più erano sicuramente i modi di fare della gente… il clima piacevole tutto l’anno (o almeno 9 mesi su 12) e il mare!!!!”

Grazie Marilisa… e voi, dopo aver letto queste parole, siete sempre indecisi se tornare o meno!!!???

Marianna per BaS

Laura Lomartire

Laura, Laurea in  Lingue e Letterature Straniere (Inglese – Spagnolo), si trasferisce in Piemonte per lavoro e dopo quattro anni torna a Maruggio (TA) suo paese natale.

Insegna presso la scuola pubblica e collabora come docente presso enti di  formazione. Il sogno qui al Sud: insegnare anche la lingua italiana agli stranieri.

Laura Lomartire2Per quale motivo sei ritornata al Sud?
“Perché lavorativamente parlando la situazione si era complicata. Le supplenze che mi offrivano erano sempre più rade e discontinue. Inoltre alcuni miei cari amici che lì rappresentavano la mia famiglia andavano via o erano in procinto di andare via e questo era per me motivo di grande tristezza. Infine, il fatto di aver nel frattempo intrecciato una relazione “a Sud” ha avuto il suo peso.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Esperienza, amici nuovi che resteranno sempre nel mio cuore, orgoglio per avercela fatta da sola. In pratica ho imparato un lavoro, a vivere lontano da tutti i miei affetti, a gestire sola gioie e dolori. Credo di poter dire che ero una ragazza indipendente da tutti i punti di vista. Nella valigia c’è anche un senso di “solitudine” che non avevo mai provato prima.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Sinceramente ci sono pro e contro. Ma credo che bisogna vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Tornare vuol dire poter sentirsi di nuovo parte di un tutto che ti appartiene.

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Sicuramente tornare da dove si è stati completamente soli e indipendenti comporta un certo squilibrio. Come mi disse una volta una mia collega siciliana, “qui non ho nulla in realtà, ma è il mio nulla”. Penso che spieghi benissimo quello che intendo. Bisogna ri-ambientarsi in un tessuto sociale diverso. Inoltre, al mio rientro, non avevo un lavoro e questo ha indubbiamente pesato molto. Il mio unico consiglio (se è possibile) è di non fare paragoni perché non aiuta, ma di creare qualcosa a cui dedicarsi di alternativo a un lavoro.”

Di cosa ti occupi?
“Insegno lingua inglese anche se saltuariamente. Nel futuro vorrei insegnare italiano agli stranieri.”

La cosa che più ti mancava e/o la cosa che più ti mancherà.
“Le cose che più mi mancavano in piemonte erano sicuramente il sole e il ritmo di vita “rilassato e confidenziale”, da un certo punto in poi il mio fidanzato. Mi mancava l’essere parte di un tutto (cultura, modi di vivere) che ti appartiene e a cui appartieni.

La cosa che più mi mancherà è quella sensazione del “mio nulla” che si può avere solo dove si è riusciti a raggiungere qualcosa partendo da zero.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“In bocca al lupo per il vostro lavoro e complimenti per il vostro impegno.”

Una rete tra tornati al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi torna?
“Si. Condividere le esperienze è sempre positivo e può dare stimoli nuovi.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Più che altro veicolare informazioni: annunci, eventi che possano aiutare chi è stato via per un po’ e non sa da dove ripartire.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
Consiglio a tutti di fare un’esperienza lavorativa, da adulti, in un posto lontano dove bisogna far leva solo su se stessi. Ci si mette di fronte ai propri limiti. Il finale è aperto per ognuno di noi. Tornare o restare è una scelta del tutto personale.

Marianna per BaS

Giacomo Linoci

Giacomo Linoci, ventinovenne Dottore in Tecnologie e Biotecnologie degli alimenti presso l’Università degli studi di Perugia. A 26 anni, spinto dalla voglia di combinare le competenze specialistiche acquisite nel percorso di studi e la passione per la terra natia, rientra a Grottaglie in veste di imprenditore innovativo. Da diversi anni lavora nel settore agroalimentare occupandosi in particolare della valorizzazione, promozione, produzione e commercializzazione del melograno.

Vediamo cosa bolle nella pentola di Giacomo:

Giacomo1Per quale motivo sei ritornato al Sud?
“Per mettere in atto e realizzare i miei sogni e i miei progetti aziendali.
E perchè il Sud non ha bisogno più di gente che scappa. Il Sud non ha più bisogno di servi, non ha più bisogno di bandiere politiche che non gli appartengono. La Terra Duo Siciliana è stata unita sotto un’unica nazione per oltre 700 anni di fila prima dello stato Italiano… Dobbiamo riconoscere questa nostra identità compatta e coesa, dobbiamo essere fieri di appartenere a queste terre che hanno solo attratto il meglio delle popolazioni del mediterraneo per millenni.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“Sicuramente della consapevolezza che “volere è potere”. Avere dei sogni e delle ambizioni è un ottimo punto di partenza, se poi questo è arricchito da una buona formazione universitaria e non meno da una ricca esperienza pratica allora i risultati non possono mancare.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo?
“Positivo. Perchè ho fatto e sto facendo quello che volevo fare, ovvero dare energia al settore dell’agricoltura, offrendo idee, servizi e innovazioni.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro?
“Le difficoltà sono quelle di ritrovare un posto che non è cambiato per niente, mentre tu si.. Sei cresciuto, sei diventato più adulto e maturo, hai delle esigenze differenti, hai bisogno di risposte.
La difficoltà più grande è quella di trovarsi da solo, non hai il sostegno dalle istituzioni di nessun tipo, anzi cercano sempre di tirarti il freno perché potresti essere “quell’alito di vento in una giornata afosa”…
Bisogna armarsi di santa pazienza e lavorare, lavorare, lavorare, non abbattersi anche quei giorni in cui sembra andar tutto storto…”

Melograno LogoDi cosa ti occupi?
“Mi occupo di Agricoltura e Agroalimentare… Ho ri-lanciato la coltivazione del melograno sia in Puglia che in tutta Italia. (www.linoci.it) Produco e commercializzo melagrane in tutta Italia e presto speriamo anche all’estero. Mi occupo di consulenza, progettazione e realizzazione di Melograneti in particolare, con la formula “chiavi in mano”.
Oggi inoltre, faccio parte di un gruppo di lavoro specializzato sul melograno, selezioniamo e ricerchiamo varietà di melograno da tutto il mondo, produciamo nuove piante in vivaio, realizziamo frutteti e accompagniamo i produttori affiancandoli con la consulenza tecnica fino alla raccolta.”

Giacomo2Ci lasci un pensiero per BaS…
“Avete avuto una gran bella idea che ci consente di condividere le nostre esperienze.”

Una rete tra tornati al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi torna? In che modo?
“Si. La domanda è già una risposta, la rete è fatta di nodi, ognuno di noi può essere quel nodo fondamentale per costruire una rete cosi grande da poter raggiungere ogni posto più sperduto nel nostro territorio. Sicuramente sarà uno stimolo per gli indecisi e i timorosi…”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Potrebbe disporre di una banca dati, per le aziende interessate alla collaborazione con giovani innovatori locali.”

La cosa che più ti mancava.
“Il sole, l’aria, ma soprattutto avere a pochissimi minuti dalla città, le campagne ed avere la mia azienda ad appena 2.5 km…. La grande città o metropoli la sento come una gabbia cosi grande ma cosi stretta.”

Se hai dell’altro da raccontarci questo spazio è tutto per te!
“Credo, ne sono fortemente convito, che il modo migliore per far crescere il Sud Italia sia insegnare nelle scuole la vera storia del nostro territorio e la vera storia dell’Unità d’Italia… solo così potremo tornare ad essere consapevoli della nostra forza e delle nostre potenzialità, economiche, culturali e sociali.”

Grazie Giacomo, complimenti per l’impegno e la voglia di miglioramento continuo… il mix tradizione e innovazione ci piace molto!

Silvia Ligorio per BaS

FLORIANA MARAGLINO

Floriana Maraglino, Laurea in Comunicazione, Master in Media Relations del Sole 24 Ore, School di Corporate & Life Coaching, torna a Taranto (sua città natale) dopo 4 anni a Milano per lavoro. Siamo in contatto da qualche anno, grazie a Bentornati al Sud che ha risposto al suo bisogno di confrontarsi con una comunità di giovani accomunati dalla stessa esperienza di migrazione e divisi tra la voglia di sperimentare nuovi orizzonti e il desiderio di riscattare la propria Terra forti del bagaglio arricchito a km di distanza.

Potete immaginare la scelta fatta …e qui, leggere la sua storia di ritorno al Sud:

Foto Floriana
Per quale motivo sei ritornata al Sud?
“Sentivo una spada di Damocle in testa per una situazione che temporeggiavo ad affrontare nella mia terra. La perdita di uno dei più grandi pilastri della mia vita aveva compromesso non poco degli equilibri ed io sentivo l’onere e il dovere di essere coinvolta nello scioglimento della matassa. Così, in uno stato di pseudo incoscienza frammista a quello che definisco “sonno della ragione” ho preso il cuore, l’ho tagliuzzato in mille fettucine e ho riposto tutto in valigia.

I primi giorni dal rientro sono stati durissimi. Avrei voluto riprendere l’aereo per ritornare nella città in cui avevo letteralmente riprogrammato me stessa. Adesso che son passati 3 anni sorrido compiaciuta e soddisfatta.”

La tua valigia del ritorno è piena di…
“La valigia del ritorno pesa più di me 🙂 . Dentro c’è il diesel di una personalità che ha dovuto fare a cazzotti con una realtà completamente distante da quella di origine prima di spiccare il volo. Quando ho lasciato Taranto l’ho fatto sotto la spinta di un’urgenza emotiva che dovevo sedare quanto prima. Avevo messo in cantiere qualche difficoltà ma il quotidiano me ne ha corrisposte il doppio e con gli interessi.
Non è mai facile fare i conti con se stessi e le proprie forze all’inizio di un percorso nuovo e lontano dal “rifugio” materno. Poi i giorni avanzano e con loro le conquiste quotidiane, dai successi professionali a quelli relazionali con colleghi e nuovi amici conosciuti a metà percorso.
Il “peso formativo” della valigia è sicuramente notevole: la Business School De Il Sole 24 Ore è stata un vero e proprio bagno professionalizzante: è qui che ho conosciuto menti brillanti e altamente qualificate, sentendomi a casa nella condivisione di hobby, passioni e ambizioni di carriera.
Le competenze acquisite riempiono il corredo di skills con esperienze pratiche elaborate durante le mie avventure professionali in cui ho accumulato un know how non indifferente.”

Complessivamente è stato un ritorno positivo o negativo? Ci puoi spiegare perche?
“Il mio ritorno in Puglia è stato inaspettatamente più che positivo. Non ci avrei mai scommesso ma proprio ritornando nella mia terra ho assistito all’inizio quasi come spettatrice-passiva all’espressione concreta di quello che so fare e che soprattutto oggi sento di voler fare. Mixando incontri “di fortuna”con la voglia di sperimentare sul campo idee e progetti spesso relegati a una fase embrionale ho dato forma concreta a una passione fagocitata a suon di curiosità intellettuale ed esperienza pratica: la comunicazione in ogni sua variante, la formazione e il coaching.”

Quali sono state, se ce ne sono state, le difficoltà del rientro? Cosa hai fatto per superarle? Cosa consiglieresti di fare per superarle?
“La prima difficoltà è stata sicuramente ritornare a vivere con i miei. Direi che è stato un passaggio di fortissima involuzione nella misura in cui perdi autonomia decisionale e torni a sentire l’onta delle attenzioni genitoriali.
Tornare a modularsi sui ritmi della famiglia, coinvolgerli costantemente in ogni tassello del tuo quotidiano, ripartire il tuo tempo che all’improvviso sembra monopolizzato dalle priorità del nucleo familiare è durissimo e si accompagna al disagio di sentirsi “adolescenti” nel corpo e soprattutto nella vita di un adulto. Cosa fare per vincere questa l’inconveniente? Ripristinare una legittima autonomia, subito! E non a caso è il mio prossimo progetto.
Altre difficoltà interessano l’organizzazione del tempo e l’iniziale perdita di stimoli e fermenti culturali spesso appannaggio di città più cosmopolite: gli stessi elementi che mi hanno obbligata a un confronto con la mia Terra e posta in una posizione controcorrente con la ferma volontà di contribuire attivamente al risveglio culturale, civile e soprattutto ambientale della mia città.”

Di cosa ti occupi? Lavoro, hobby, passioni?
“Dopo la laurea, il mio bagaglio formativo – esperienziale conta diverse tappe lavorative di cui le prime in agenzie di comunicazione e ufficio stampa, le seconde, a metà tra un’importante esperienza in una multinazionale farmaceutica e collaborazioni con altre aziende del Pharma nonchè partecipazione attiva a pubblicazioni di carattere medico-scientifico tutte nel territorio milanese.
Oggi ho suggellato le mie passioni con una Scuola di Corporate & Life Coaching di Milano che oltre al titolo di Coach mi consente di ampliare lo spettro del mio percorso professionale: oltre alla formazione aziendale in senso stretto mi occupo di percorsi olistici legati allo sviluppo del benessere emotivo e del potenziale umano cui ho dedicato gran parte della mia introspezione e dei miei studi in qualità di ricercatrice diretta con la partecipazione attiva a meeting e incontri esperienziali.”

Ci lasci un pensiero per BaS…
“Continuate a promuovere un’immagine positiva del “rientro a casa” attraverso le esperienze dirette di chi lo ha sperimentato con successo. In questo senso potete contare sul mio supporto 🙂 “

Una rete tra tornati al Sud potrebbe essere d’aiuto e supporto a chi torna? In che modo?
“Mi sono avvicinata a Bentornati al Sud in un momento in cui sentivo la necessità di essere “coccolata” nel mio rientro a mezzo esperienze di altrui ritorno. Oggi posso dire che Bentornati a Sud ha ampiamente risposto al mio bisogno ed è il motivo per cui non ho mai spesso di fare rete.”

Cosa dovrebbe/potrebbe fare la rete BaS?
“Credo possa essere di grande aiuto una rete sviluppata con l’ausilio interattivo dei social. Scambiarsi esperienze attraverso la rete è diventato fondamentale oltre che fin troppo semplice.”

Grazie Floriana, siamo sicuri che il tuo entusiasmo saprà contagiare tutti i tornati ed essere un prezioso supporto per il nostro progetto!

Marianna per BaS

7 Dicembre 2014: Bentornati a Taranto

Il comunicato 

Bentornati al Sud, la rete di chi torna o desidera tornare al Sud!!

Domenica 7 dicembre, primo evento itinerante di Bentornati al Sud, la rete che unisce tutti coloro che tornano o desiderano tornare al Sud. Incontro alle ore 19.00 presso Pavino Bistrot in via Duomo 262, nel centro storico di Taranto di fronte alla sede univesitaria
ex-caserma Rossarol. Seguirà concerto live dei Three Old Friends.

TARANTO protagonista, domenica 7 dicembre alle ore 19.00, parte il Primo incontro itinerante di Bentornati al Sud organizzato da Marianna Pozzulo, per conoscere e allargare la rete che unisce tutti coloro che tornano o desiderano al Sud, dove scambiare idee, conoscere i progetti attivi e futuri di chi è tornato, in cui condividere le esperienze, le conoscenze e le idee legate al ritorno al Sud. Ad ospitare l’evento Pavino Bistrot, in via Duomo 262 nel centro storico della città, sempre pronto a sostenere iniziative di rivalutazione e promozione del territorio. Seguirà concerto live dei Three Old Friends.

“Si parte da Taranto, dichiara Marianna, la “città dei due mari”, la “città spartana”. La più importante della Magna Grecia, città di una bellezza nascosta ma pulsante. I protagonisti di Bentornati al Sud, coloro che sono tornati, stanno tornando o desiderano tornare al Sud. Ognuno, con la propria valigia del ritorno. Ognuno, con la propria esperienza e tanto entusiasmo da investire nella Terra d’origine. Dopo la prima tappa del Pavino, scelto non a caso ma per quello che rappresenta la scelta di Sergio Mellone, si proseguirà in tutte le città del Sud Italia alla ricerca di bentornati e benvenuti da inserire nella nostra rete. Insieme, per mappare le belle realtà positive di chi torna al Sud!

Il programma, alle ore 19.00 incontro nella sala conviviale del bistrot, previsti anche le testimonianze di Rosa Colucci Direttore di Extramagazine, Sergio Mellone (proprietario del Pavino), Vanessa Capozza (Svanire.com), e Stefano Pinto Educatore cinofilo di Salento Dog, che racconteranno le loro storie di rientro al Sud dopo anni da fuori sede. Storie, le loro, comuni a tanti giovani e non che “Partono con una valigia piena di speranza e tornano con un bagaglio ricco di esperienza.” La tavola rotonda è aperta a tutti coloro che vogliono raccontare la propria esperienza e storia di ritorno.

Ore 21.00 musica live con i Three Old Friends che racconteranno la loro storia musicale e personale. Il trio infatti, nasce dall’idea di una Reunion di tre Tarantini ritornati nello stesso periodo nella propria città d’origine grazie all’incitamento della persone che negli anni passati avevano seguito gli stessi in altre situazioni live.

Le foto dell’evento